Raccolta
Nei primi anni del ‘900 la Lavanda spontanea abbondava sulle montagne della Valle Stura. La raccolta era fatta dagli abitanti dei paesi, organizzati in squadre autonome, che, muniti solo di falcetti, si avventuravano sui prati montani alla ricerca delle piante. I fiori venivano poi venduti ad un unico acquirente, stabilito da un’asta che si teneva ogni anno. Con questi appalti inizia la storia della Rocchia Distillerie.
Col passare del tempo ed il progressivo spopolamento delle valli in favore delle città, la tradizione così diffusa della raccolta si perse. Contemporaneamente i prati si imboschirono, portando ad una drastica riduzione della lavanda spontanea. Nacquero così le prime coltivazioni fisse: la semina e la raccolta venivano ancora svolte a mano, ma il numero dei dipendenti era diminuito e la fatica era ancora tanta.
Si iniziò quindi a sperimentare con i nuovi macchinari, soprattutto per il mantenimento delle coltivazioni e la raccolta dei fiori. Si crearono strumenti specializzati che permisero un lavoro più rapido e meno faticoso.
Ora, sviluppando un progetto ancora più sostenibile e certificato biologico, siamo tornati ad affiancare il lavoro manuale a quello meccanizzato, per guardare al futuro con gli insegnamenti del passato.